HANGAR BICOCCA presenta Munoz e Ortega

E’ sempre particolarmente affascinante respirare l’atmosfera “unica” dell‘Hangar Bicocca.

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Mostre e performance non sempre di facile interpretazione per il pubblico poco attento, nonostante ciò, chiunque desideri avvicinarsi all’arte contemporanea può trovare proprio in questo luogo un motivo in più per affrontare argomenti e tematiche nuove e osservate attraverso sensibilità particolari, punti di vista differenti e sempre interessanti perché appartengono a visioni nate ed espresse dalle anime inquiete di grandi artisti.

E in questo contesto l’Hangar Bicocca ha il pregio di potersi permettere un’offerta artistica e culturale di  alto livello e di poterlo così “regalare” al pubblico.

E’ il caso odierno di un’interessante doppia mostra. All’ingresso si è  colti dalla piacevole sorpresa dello spazio dedicato a “Casino” di Dàmian Ortega, che si apre con un maggiolone che appare come bloccato nello spazio e nel tempo come fosse nel corso di un’autentica esplosione. Quello che appare immediatamente evidente è la riflessione che il grande artista vuol fare sul rapporto tra oggetto e spazio attraverso soggetti/icone.

Mostra e riflessione sulle singole opere sono consultabili a questi link che suggerisco nel caso in cui non possiate visitare personalmente le mostre in corso.

www.hangarbicocca.org e approfondimento

Il secondo spazio che si incontra nel  percorso espositivo è  dedicato a Juan Muñoz con la mostra intitolata “Double Bind & Around” e curata da Vicente Todolí.

Le due mostre si accostano molto bene in considerazione delle tematiche espresse e la stessa cornice espositiva dell’Hangar Bicocca si prestano particolarmente bene nell’agevolare questo ipotetico dialogo tra Ortega e Munoz.

Munoz, spagnolo, grande artista indaga con questa esposizione il rapporto dello spazio “architettonico” e l’individuo, tornato prepotentemente al centro del linguaggio dell’artista, espressione di un’intelligenza raffinata e di un espressione artistica particolarmente profonda. Come la  riproduzione minuscola di due  personaggi che rappresentano  l’artista con suo fratello, intenti a percorrere un percorso che li riporta costantemente al punto di partenza per poi ripartire incessantemente sui binari della ripetitività che ricordano gli infiniti confronti dialettici che ebbero in vita. Munoz però  propone molteplici spinti di riflessione e analisi della società contemporanea che spaziano dai giochi illusori tra realtà e finzione a incredibili gruppi scultorei realizzati attraverso l’uso di molte figure umane quasi a grandezza reale, con volti che interagiscono tra loro e con noi stessi spettatori, aprendo così nuove domande sul rapporto intrinseco sul significato di guardare ed essere guardati, per giungere infine a guardare noi stessi.

Indagini intimistiche che nascono da un percorso personale  molto significativo e intenso che deve essere preso in esame da chiunque desideri godere appieno della bellezza di questa mostra.

Non ultimo, la visita all’Hangar Bicocca  si avvale di un costante valore aggiunto determinato dalla presenza permanente dei Sette Palazzi Celesti di Anselm Kiefer. Visti e rivisti ad  ogni passaggio dall’Hangar, non è comunuque possibile  resistere alla tentazione di un’ennesima visita e restarne ancora una volta affascinati.

a cura di Alberto Moioli

HANGAR BICOCCA – via Chiese 2 Milano –

Fino al  30.08.2015 Juan Munoz –  Double Bind & Around / A cura di Vicente Todolí

Fino al 08.11.2015 – Damián Ortega – Casino / A cura di Vicente Todolí

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