Deo Gratias – mostra di Silvia Amodio a cura di Alberto Moioli

DEO GRATIAS – Burkina Faso – la mostra fotografica di Silvia Amodio

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Municipio di Arcore, Sala camino, Largo Vela 1.

Inaugurazione SABATO 12 MARZO ORE 17.30

Assessorato alla Cultura del Comune di Arcore con la Consulta Multiculturale Arcorese, un progetto di Coop Lombardia.  All’inaugurazione interverranno la fotografa Silvia Amodio, il Presidente dell’Associazione Donne per le Donne Daniela Faiferri, l’Assessore alla Cultura del Comune di Arcore Paola Palma e Alberto Moioli Dir. dell’Enciclopedia d’Arte Italiana.

Verrà proiettato l’emozionante documentario “Deo Gratias”. La mostra resterà esposta il 12, 13, 20 e 21 Marzo 2016

Deo Gratias è un progetto fotografico nato per documentare le attività di cooperazione realizzata in collaborazione con l’Associazione Donne per le Donne, impegnata da oltre vent’anni in Burkina Faso. Il progetto di cooperazione nasce nel 1990 in collaborazione con la facoltà di Agraria dell’Università degli Studi di Milano e oggi sostiene principalmente le donne, la spina dorsale dell’Africa, intorno alle quali ruota l’economia familiare nelle zone rurali.

Ha lavorato improvvisando un set al mercato, nelle strade, in luoghi affollati portandosi dietro un semplice telo che ha usato come sfondo per estrapolare dal contesto le persone.

  

Silvia Amodio è la fotografa, giornalista e straordinaria interprete di un emozionante viaggio per immagini svolto in Burkina Faso.

Dalle sue immagini emerge una forza espressiva incredibile, i ritratti dei protagonisti dei suoi scatti, mostrano la dignità di un popolo che vive in uno dei luoghi più difficili del pianeta, uno dei più poveri in assoluto con tutte le problematiche connesse, relative ai problemi sanitari, all’analfabetismo e ad una bassa aspettativa di vita.

Silvia Amodio, considerata a ragione come una delle più autorevoli rappresentati del mondo della fotografia italiana, ha saputo rappresentare un intero popolo attraverso i volti e gli sguardi dei suoi abitanti, mostrando e dimostrando la dignità e al tempo stesso la bellezza dell’animo umano. Non è un caso che nonostante la situazione drammatica qui si respira anche aria di cultura e tradizioni, ospitando spesso eventi di rilievo internazionale. Il racconto fotografico di Silvia Amodio passa prima di tutto dal cuore dell’artista che ha ritratto un popolo con la delicatezza e la sensibilità di chi, in primo luogo, rispetta la condizione umana e ne assimila inevitabilmente i valori che sono propri delle persone oneste.

Silvia in principio ha voluto farsi accettare, rendendosi complice di un momento, di una situazione, un attimo in cui l’accettazione diviene dialogo, un sottile filo di rispetto reciproco che si evince dagli scatti che oggi possiamo ammirare.

Dal Burkina Faso dunque raccogliamo una testimonianza importante dove la povertà è padrona assoluta e non consente di alzare la testa ma con la consapevolezza che la dignità, sottolineata dalla sensibilità di Silvia Amodio, non gli fa chinare la testa. Dopo tutto aveva forse ragione Fëdor Dostoevskij quando affermava che la “delicatezza e dignità non s’imparano dal maestro di ballo ma alla scuola del cuore”, solo con queste premesse dobbiamo dare atto a Silvia Amodio del capolavoro che ha realizzato testimoniando per sempre la tragedia umana attraverso i volti della dignità e della speranza.

a cura di Alberto Moioli

 

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