“A Brera batte forte il cuore di Milano”

Attorno a Caravaggio è il terzo dialogo che si svolge alla Pinacoteca di Brera a Milano.

Un progetto, non solo espositivo, fortemente voluto dal Direttore James Bradburne e perfettamente in linea con l’idea di museo di Franco Russoli, direttore dal 1973 al 1977.

” Un museo è  un luogo d’impegno, non di evasione o di isolamento o di separazione, per rendere l’uomo libero in quanto informato. Si cerchi dunque in ogni modo di far intervenire il museo in tutte le attività culturali dell’ambiente in cui funziona: non come sede di contemplazione o studio della tradizione,  ma come luogo in cui si costruisce e si vive lo sviluppo della realtà contemporanea. Per questo si chiamino a svolgere l’attività didattica, la lettura delle diverse collezioni, non soltanto gli esperti in materia, ma gli storici i conoscitori di altre discipline”  (Franco Russoli)

La presentazione ha avuto come relatori l’assessore alla cultura Filippo del Corno che ha anticipato che il ‘900 italiano sarà presto rappresentato dall’apertura di un nuovo museo a Palazzo Citterio che lavorerà a stretto contatto con un’altra storica istituzione cittadina quale il Teatro alla Scala.

Al tavolo dei relatori anche il Presidente dell’Associazione Amici di Brera, associazione che compie proprio quest’anno i 90 anni di onorata attività, realtà cittadina particolarmente attiva e animata da grande competenza e passione la cui presenza e attività è stata sottolineata a più riprese dal Direttore Bradburne.  Un anniversario che coincide con il riallestimento di alcune sale che comprende anche quella straordinaria con la Cena di Emmasus. Opera che Caravaggio dipinse nel 1606 e che da sola merita già una vista alla piancoteca milanese. Registrata nel 1624 nella collezione della famiglia Patrizi, fu venduta nel 1939 quando proprio l’Associazione Amici di Brera, con il contributo di due mecenati milanesi la acquistò per la Pinacoteca.

Ed è il celebre prof. Philippe Daverio con la sua straordinaria simpatia ha raccontato del rapporto della Città e i suoi musei, Milano e le “sue opere”, dal Terzo Stato di Pellizza da Volpedo fino alla Pietà Rondanini di Michelangelo e la necessità di non intraprendere la strada indicata da Ingrid Berman quando affermava che il segreto della felicità è “avere buona salute e cattiva memoria”. Milano deve avere buona memoria e rispettare la storia, anche mantenendo magari al posto originario la stessa Pietà ora ricollocata al castello Sforzesco. Con il lavoro dell’ottimo Direttore James Bradburne, essere di Milano di questi tempi e in merito ai recenti progetti di Brera, è diventato un vanto, ha ricordato l’esimio professore. “I Musei vivono se riescono a produrre percorsi intellettuali fondati sulla ricerca e non solo sulla conservazione” ha proseguito tra gli applausi del grande pubblico.

Appassionato e partecipato come sempre l’intervento di Nicola Spinosa, il curatore dell’esposizione nonchè  uno dei massi esperti di Caravaggio. Ha sottolineato l’importanza del museo inteso come laboratorio di idee. E lo stesso allestimento è stato pensato non per la conservazione ma per la socializzazione e la comunicazione, un museo che si apre al dialogo e al dibattito è vitale per far nascere nuove idee. E’ proprio da qui che è nata l’idea di questi nuovi dialoghi di Brera, tra il naturalismo dei Carracci con quello dei lombardi e Caravaggio.

La cena di Emmaus di Caravaggio domina la sala e sulle pareti accanto la “Maddalena in estasi” di Finzon e l’opera “Giuditta che taglia la testa a Oloferne” ritrovata a Tolosa. Opere esposte per interrogare la sensibilità dei visitatori attenti pronti a lasciare andare le emozioni che queste opere straordinarie suscitano inevitabilmente. Lo stesso Direttore James Bradburne ha sottolineato l’emozione che questa operazione ha comportato, un’emozione molto forte che è accompagnata da una vera e propria rivoluzione copernicana,  il cui riferimento è quanto mai azzeccato se ripensiamo per un attimo alle date.

Nel 1610 muore Caravaggio e nello stesso anno in cui Galileo Galilei stava osservando il cielo e si preparava alla sua grande rivoluzione.

Il Direttore ha concluso l’incontro con un ringraziamento molto commosso agli sponsor, partendo dalla collaborazione con Skirà fino ad arrivare agli Amici di Brera, anticipando una futura apertura anche a New York e ricordando il lavoro determinante di tutti coloro i quali tutte le mattine aprono le sale della Pinacoteca e accolgono i visitatori perchè loro, ha ricordato il direttore, sono i primi veri rappresentati di questa istituzione.

La presentazione si è chiusa con un tocco di magia e poesia con le note del M° Clive Britton al pianoforte.

Un chiaroscuro in musica affidato al genio di Mozart.


ATTORNO A CARAVAGGIO: una questione di attribuzione – terzo dialogo

è anche un’elegante pubblicazione Skirà a cura di James M. Bradburne con un dialogo a cura di Nicola Spinosa.

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MILANO, PINACOTECA DI BRERA –   7 Novembre 2016 – 5 Febbraio 2017

di Alberto Moioli

 

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