Distrutta la “Sposa del deserto”

L’inizio del nuovo anno è segnato da molti fatti, mentre Donald Trump vieniva incoronato Presidente degli Stati Uniti in Italia si sta consumando l’ennesima tragedia nella tragedia con il terremoto e le valanghe di neve.

A margine di tutto ciò avviene anche un vero attacco all’Italia, non so come altro possiamo definirlo. Un attacco alla cultura, alla storia, un attacco, l’ennesimo, all’umanità e all’Occidente.

Il sito archeologico di Palmira, a soli 2738 km in linea d’aria da Milano, pare sia stato completamente distrutto.

Adagiata al centro del deserto siriano, tra Damasco e l’Eufrate, il sito fu un determinante centro carovaniero lungo la “via della Seta”. Stiamo  parlando di un luogo che tramanda la sua storia palmirae la sua bellezza architettonica sin dal I, II e III secolo d.C.

L’imponente via colonnata che spesso vedevamo nelle fotografie e nei filmati dedicati al luoghi più affascinanti del mondo era quella che indirizzava il popolo verso il Tempio di Baal, il dio del Sole, ai lati di questa si estendevano da una parte i luoghi del potere e dall’altra le terme e le abitazioni degli abitanti e tutti gli altri luoghi di culto.

I sepolcri situati, nella zona della necropoli rappresentavano forse il momento più emozionante della visita, con costruzioni che in origine raggiungevano fino a cinque piani, arricchiti all’interno da decorazioni e dipinti.

Tutto attorno all’antica cinta muraria le tombe a torre alimentavano un’atmosfera straordinaria, mettere piede a Palmira deve essere stato, per chi ha avuto la fortuna di poterlo fare, un’esperienza molto particolare.

Un salto nella storia che non si potrà più fare materialmente perché oggi non esiste più. Anche il celebre tempio romano è stato abbattuto.

Concordo con chi afferma che nel nome di nessun DIO si può uccidere e distruggere. Faccio riferimento alla data del 18  Agosto 2015, quando fu barbaramente ucciso Khaled al-Asaad e in seguito, come non bastasse, decapitato e appeso pubblicamente ad una colonna.

Recentemente il Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella ha voluto intitolare proprio a Al-Asaad l’area di interesse culturale degli Arsenali della Repubblica di Pisa, restaurati da poco.

di Alberto Moioli

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