Japan my love – Milano 2016

In un epoca in cui l’interesse per il Giappone è sempre più in crescita, il fascino per una cultura indiscutibilmente molto distante da quella occidentale, l’espressione artistica è uno degli aspetti che accolgono maggior attenzione dal grande pubblico.

Milano vive proprio in questi giorni un grande fermento in tal senso ospitando la grande mostra “Hokusai, Hiroshige, Utamaro. luoghi e volti del Giappone” a Palazzo Reale, all’Hangar Bicocca va’ in scena la mostra Kinshio Sugo, figura chiave dell’arte contemporanea giapponese mentre nel quadrilatero milanese di Via Maroncelli, è stato organizzato, con un lavoro di preparazione di oltre un anno, l’evento “Japan my love”, con il coinvolgimento di ben quindici spazi espositivi.

Il grande progetto è stato organizzato da Maroncelli District e promosso dal Concorso Arte Milano 2016 che ha scelto di premiare 10 artisti niponici selezionati tra 400 autori residenti in Giappone.

Gli artisti sono stati così “distribuiti” nelle varie gallerie in modo particolarmente adeguato, soluzioni vincenti in ogni scelta che hanno alimentato il dialogo tra oriente e occidente con eventi eimg_20161117_180841 inaugurazioni molto curate e supportate da raffinati eventi collaterali. L’occasione dunque non è stata solo quella di ammirare le straordinarie opere dei giovani artisti nipponici ma anche quello di confrontarsi con i galleristi e i critici che hanno affollato la serata inaugurale del 17 Novembre scorso.

Carte Scoperte ha capitanato l’intera manifestazione coordinando ogni particolare ed ospitando le opere di Hitoshi Tomimori e Hiromasa Abe.  Nello Spazio Edit sono stati protagonisti i Kimono decorati dall’artista Hidetomo Kimura.

Da segnalare la cura, la passione, la professionalità, la cortesia e la simpatia dei responsabili della Galleria Maroncelli 12 dove la dott.ssa Antonia Jacchia ha proposto uno straordinario dialogo tra le storiche e affascinanti litografie di Jean Debuffet e gli artisti giapponesi. Litografie tratte dal celebre Phénomènes, grande lavoro che il padre dell’Art Brut realizzò 57 anni fa’,  oggi accompagnate da un nuovo confronto con le opere di “34”, Daiki Nishimura e Kinya. Continua a leggere

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